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Studio Visit | Un incontro con l’artista bolognese Marameo

 


Marameo, artista bolognese, ha accolto Stefano nel luogo in cui lavora e progetta, situato nel quartiere Bolognina: Lux, a light to see through, uno studio visit che fornisce uno sguardo sulla sua produzione meno nota e sul suo modus operandi, ma anche un momento in cui l’artista si racconta e regala qualche anticipazione sul futuro.


Ciao Stefano, ci siamo conosciuti via email questa estate in occasione dell’uscita del mio corto, ti contatto perché ho organizzato una mostra/studio visit su appuntamento nel mio studio di Bologna in cui espongo le opere a cui ho lavorato durante questa seconda fase di lockdown”.

 

Così nasce il mio secondo incontro con Marameo, artista bolognese a cui mi ero precedentemente interessato in occasione dell’uscita del suo corto sulla Bologna nascosta (La città sul retro, di cui avevo parlato su About), proiettato a Luglio per il Cinema Sotto le Stelle in Piazza Maggiore. Questa volta il nostro incontro avviene però di persona, muniti di mascherina, nello studio sito in uno spazio condiviso in cui l’artista lavora, nel primo pomeriggio di un sabato di Dicembre.


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Ph. ©Stefano Laddomada

 

Alle 15 precise, in una stradina nascosta della Bolognina, nasce una chiacchierata piacevole con Marameo, che mi racconta dei suoi lavori e della sua storia. Rispetto al precedente cortometraggio che gli aveva ritagliato uno spazio importante nel panorama nazionale, mi trovo sorpreso (in positivo, ovviamente) dal tipo di materiale esposto: opere di medio o grande formato con diverse origini e trattamenti, collages di specchi, lastre retro-illuminate, console di vecchi mobili anni ’70 spesso lavorate con una certa ruvidità e metodo da parte dell’artista, che dà prova di un’ottima ecletticità. Opere che alternano l’essenza e il valore intrinseco degli oggetti riciclati utilizzati come supporto – spesso segnati dall’età – e la capacità dell’artista di accentuarne il valore con un proprio processo creativo. Lavori che hanno preso vita recentemente nel suo studio di Bologna nonostante un periodo trascorso ad Amsterdam per un corso in una scuola d’arte: «erano troppo concettuali, non faceva per me» mi dice con un sorriso della sua parentesi olandese.


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Ph. ©Stefano Laddomada

 

Parliamo anche di altre esperienze estere tra Inghilterra e Messico che hanno arricchito il bagaglio dell’artista che vanta un’ampia collezione di murales e art-works sparsa per il mondo. Basti vedere la sua pagina Instagram, @marameo.xyz: «a breve uscirà un altro lavoro video invece, un documentario girato a Londra» mi fa sapere Marameo, a conferma della sua propensione verso opere multi-mediali che spaziano dal graffitismo – suo grande amore adolescenziale e punto di partenza nel suo percorso artistico – e si dirigono con convinzione verso un linguaggio decisamente più contemporaneo e pop, che sfocia con frequenza nell’audiovisivo.


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Ph. ©Stefano Laddomada

 

Dopo un’ora di conversazioni anche decisamente off-topic (in buona parte a tema pandemia) e qualche foto di rito, ringrazio Marameo e ci auguriamo reciprocamente di poterci incontrare nuovamente ad eventi che non prevedano una prenotazione, magari ad un vernissage dell’artista stessa.



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