“Il bosco dei 100 acri è vicino”

 

Il governo cinese ha fatto recapitare al Comune di Brescia una lettera di dissenso in riferimento alla mostra dell’artista dissidente Badiucao. In programma a partire dal prossimo novembre, il progetto espositivo a cura di Elettra Stamboulis si configura come l’evento di punta del Festival della Pace e in questo contesto simboleggia il passaggio di testimone con l’artista turca Zehra Dogan.

Nella lettera si legge che le opere di Badiucao – nato a Shangai e costretto da anni all’esilio in Australia – sono “piene di bugie anticinesi” e che “distorcono i fatti, diffondono false informazioni, fuorviano la comprensione del popolo italiano e feriscono gravemente i sentimenti del popolo cinese, mettendo in pericolo le relazioni amichevoli tra Cina e Italia”.

Richiesta, dunque, la repentina cancellazione della mostra dall’agenda degli eventi bresciani. Il sindaco di Brescia Emilio del Bono si è prontamente rifiutato di procedere e, insieme alla Presidente di Fondazione BresciaMusei, ha aggiunto: “Con riferimento alla mostra La Cina (non) è vicina. Badiucao. Opere di un artista dissidente desideriamo farvi sapere che essa fa parte di un percorso dedicato alla comprensione dell’arte contemporanea quale forma di espressione particolarmente forte e simbolica della sofferenza umana e della libertà di pensiero, capace di farsi specchio del tempo presente. (…) Il percorso espositivo in oggetto ripercorre l’attività artistica di Badiucao, dagli esordi alle opere più recenti, e non solo con riferimento al proprio bagaglio culturale cinese, e non ha in alcun modo, neppure recondito, l’intenzione di mettere in cattiva luce la Cina o il popolo cinese”.

Non sembrano dunque esserci dubbi: nonostante le contestazioni la mostra dedicata al percorso artistico di Badiucao aprirà le porte ai visitatori il 13 novembre e sarà visitabile fino al 13 febbraio 2022.


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