“Era meglio prima”

 

“Era meglio prima!” urlano le folle sui social. Si, ma prima quando?

La notizia è di qualche settimana fa: dagli ultimi restauri effettuati sulla Ragazza che legge una lettera davanti alla finestra di Johannes Vermeer (1657 circa) è emerso un Cupido che era stato coperto da una ridipintura realizzata nel corso del XIX secolo.

La presenza di questo “quadro nel quadro” aggiunge nuovi significati al famoso dipinto, attualmente in mostra presso la Gemäldegalerie Alte Meister insieme ad altri capolavori del maestro olandese e alle tele di numerosi suoi contemporanei.

Nonostante la grandezza e l’unicità della scoperta, in occasione dell’inaugurazione della mostra sono piovute le critiche: sui social numerosi utenti hanno contestato il restauro, affermando che chi aveva coperto il Cupido aveva avuto una giusta intuizione e che il Vermeer, riportato alla sua forma originale, è stato peggiorato dal suo stesso restauro.

Insomma, “era meglio prima”. Poco importa se poi questo “prima” finisca per combaciare con un’errata idea di forma consolidata nel corso degli anni per via di una sovrapittura. Ancora meno importa che una scoperta di questo tipo possa essere utile agli studi futuri sull’artista e sulla sua produzione.

Caro Johannes, lo dicono gli “esperti”: avevi proprio toppato. Meglio il muro bianco, dai.

Per approfondire la storia del Cupido e le vicende legate ai restauri > Artribune


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