Donna Ferrato | Un’epidemia che non dà tregua: fotografie sulla violenza domestica


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Donna Ferrato è una fotografa documentarista di fama internazionale e una feroce sostenitrice di tutto ciò che riguarda le donne. Nata a Lorain, Ohio, è diventata una fotoreporter freelance nel 1976. Inizialmente ha lavorato a Parigi e in Belgio, si è poi trasferita a New York City nel 1979. Le sue fotografie più iconiche sono ritratti realistici delle violenza domestica e delle sue conseguenze.


“Lisa and Garth” – Donna Ferrato, icp.org

 

A New York Ferrato ha cominciato a fotografare l’inebriante cultura dei nightclub in noti locali leggendari, come Studio 54, Mudd Club e Area. Ha poi ottenuto una commissione, da Playboy Japan, per fotografare una nota coppia di scambisti conosciuti con gli pseudonimi di Garth e Lisa. Per questo progetto l’artista si è immersa nella loro vita di coppia e un giorno ha assistito ad una scena spaventosa: Garth ha aggredito Lisa, picchiandola in modo spietato mentre lei si rannicchiava sul pavimento. Ferrato ha colto l’attimo e ha fotografato tutto, consapevole del fatto che le foto sarebbero state utili a far sentire la voce della vittima. Quest’attimo crudele è servito come catalizzatore per la sua carriera fotografica che documenta storie di donne, le loro voci e l’impatto della violenza domestica sulle loro vite.


“Graduation Foto” – Donna Ferrato, icp.org

Ferrato ha trascorso il decennio successivo percorrendo tutti gli Stati Uniti proprio per fotografare queste scene atroci, viaggiando sulle auto della polizia, dormendo nei rifugi per donne e soggiornando nelle case di donne maltrattate. Il suo lavoro è culminato nella pubblicazione di “Living With The Enemy” (1991, Aperture Foundation), un libro fotografico che denuncia il “lato oscuro della vita familiare”, dimostrando – nero su bianco – ciò che può accadere dietro le mura domestiche. Con le sue fotografie, Ferrato ha portato alla luce un problema che da troppo tempo è racchiuso nelle mura di casa. Un problema che purtroppo è stato esacerbato dalla pandemia COVID-19 – come dimostrato quotidianamente dai titoli di giornale. In un’intervista del 1991 la Ferrato spiega ad Hannah Kozak (Lenscratch):

 

Sapevo che le cose dovevano esser viste per esser capite. Le donne nelle mie foto hanno accettato di esser ritratte perché le ho convinte a combattere attraverso il loro dolore e la loro vergogna per qualcosa di più grande. Credevo, con tutto il cuore, che più donne dovessero venire a conoscenza con il sistema della violenza domestica, i suoi fattori, i suoi esiti e, cosa più importante, il fatto che può accadere a chiunque. Questo per aumentare la consapevolezza del sistema e la compassione per le donne intrappolate in una lotta mortale nelle proprie case.”

 

Nello stesso anno Donna Ferrato ha fondato il Domestic Abuse Awareness Project, che produce mostre fotografiche su questo tema e raccoglie fondi per i rifugi delle donne. Nel 2011 ha poi lanciato la campagna I AM UNBEATABLE che mira a sensibilizzare, educare e prevenire la violenza domestica contro le donne e i bambini attraverso l’uso di un vasto archivio di storie, fotografie e video-narrazioni di persone reali.

 

Gran parte del libro è nato dalla frustrazione – primo, perché mi sentivo impotente di fronte alla violenza che avevo visto, e secondo, perché per molto tempo nessuna rivista avrebbe pubblicato le foto. Fu solo quanto ricevetti il premio W. Eugene Smith nel 1986 che gli editori delle riviste iniziarono a prendere sul serio il progetto.” – Donna Ferrato su Living With The Enemy


HOLY – Donna Ferrato

L’anno scorso, come proseguimento del suo lavoro fotografico e del suo attivismo, Ferrato ha pubblicato “HOLY” (powerHouse Books) che mostra diverse donne e tutti i loro modi straordinari di sopravvivenza, resistenza e cambiamento. Questo libro innovativo segue le donne dalla rivoluzione sessuale degli anni ’60 fino all’era attuale del movimento #metoo. Spaziando da nightclub e club di scambisti, ad ambienti più intimi, queste foto in bianco e nero mostrano come l’odio spesso può esser mascherato dall’amore.

 

Negli ultimi 50 anni sono stata spinta a fotografare la saggezza e il coraggio delle donne: la loro mentalità, la loro sessualità, la loro emotività, la loro spiritualità. HOLY è il libro più importante che abbia mai fatto. Parla del potere scatenante delle donne. Ciò che le donne hanno guadagnato negli ultimi 50 anni. La libertà duramente conquistata che le donne stanno perdendo. Perché l’autonomia di ogni donna è sacrosanta.” 


"Woman Holding Her Lip" - Donna Ferrato, icp.org
“Woman Holding Her Lip” – Donna Ferrato, icp.org

Le foto del libro ritraggono donne diverse, di varie ambienti e religioni: ci sono donne maltrattate, attiviste, lavoratrici migranti e scambiste. Proprio per render il libro inclusivo, la Ferrato ha disegnato con le sue stesse mani il simbolo in copertina: “Ho ritoccato il disegno [di copertina] con un simbolo (di mia invenzione) e si rivolge alle persone che si identificano come donne, rivolgendosi al mondo LGBTQ in rapida crescita. Nessuno viene lasciato fuori da questo quadro quando si tratta di diritti delle donne.” (Intervista rilasciata a Hannah Kozak per Lenscratch)

Un libro profondamente personale, che svela la complicata verità sulla vita delle donne e spinge il lettore a continuare a sfogliarlo e iniziare a dire “NO. BASTA!” a questo nemico che negli ultimi due anni si è dimostrato sempre più letale. Un argomento sempre tristemente attuale: nell’ultimo anno, ad esempio, le chiusure generalizzate dovute alla pandemia da COVID-19 hanno peggiorato la vita di molte donne che si sono ritrovate confinate tra le mura domestiche con i loro aguzzini.

Questo libro sulle donne, per le donne, non è solo un invito a capire la denigrazione, l’abuso, il disinteresse, il disprezzo provato dalle vittime, come ci si sente ad esser tenute a bada dal patriarcato. A modo suo ci illustra per cosa le donne combattono, contro cosa si scontrano (quotidianamente) e come riescono, nonostante tutto, a liberarsi da queste catene di oppressione. Intenso, con immagini crude e fin toppo reali di occhi neri e labbra gonfie, questo volume è anche una chiamata all’azione, un incoraggiamento a reagire, a lottare per i diritti ancora negati.

 

Una fotografia è un documento. Sono spinta a usare le mie fotografie come cavalli di battaglia. Non mi interessano le pareti dei musei. Devo mostrare la realtà, come la violenza del partner intimo uccide più donne e bambini che il cancro. Le mie fotografie continuano a lavorare anche quando dormo. Per decenni hanno educato una vasta gamma di istituzioni politiche, sociali e legali. Il mio sogno è che continuino a muoversi e ad approdare dove devono essere per sostenere le persone che desiderano amare e vivere come vogliono. Senza violenza.” – Intervista con Hannah Kozak, Lenscratch

 

Con le sue fotografie Donna Ferrato ha contribuito ad attirare fondi per i rifugi delle donne negli Stati Uniti e ad educare le persone sui segnali di avvertimento dell’abuso, nonché sugli ostacoli che le vittime affrontano quando cercano di scappare.


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