“Patria y Vida” | Arte e musica come protesta contro il regime cubano


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Il testo della canzone “Patria Y Vida” – pubblicata il 16 febbraio 2021 da un gruppo di artisti cubani – ha sollevato un gran polverone con il governo cubano poiché il video musicale denuncia la situazione politica ed economica dell’isola. In soli tre giorni il video ha ottenuto più di 1 milione di visualizzazioni e ha messo in crisi il governo, a tal punto che alcuni funzionari pubblici si sono spinti fino a chiamare gli artisti “mercenari”.

La canzone “Patria y Vida” (Patria e Vita), pubblicata da Chancleta Records è stata prodotta tra Cuba e Miami. È il frutto di una collaborazione tra vari artisti cubani: i rapper dissidenti Maykel Osorbo e El Funky (che hanno registrato i loro pezzi in segreto), e gli artisti esiliati Gente de Zona, Descember Bueno e Yotuel Romero (cantante del gruppo Orishas).

Il polverone causato da questo video musicale non è solo connesso alle immagini mostrate nel video, che ritraggono il contrasto tra la realtà della vita cubana (scarsità di cibo, condizioni di vita, repressione, esilio) e il paradiso venduto ai turisti (“Publicidad de un paraíso ed Varadero / Mientras las madres lloran por sus hijos que se fueron”), ma anche al testo e al titolo stesso della canzone.



Ciò che ha fatto infuriare di più il governo è stato proprio il titolo e il fatto che gli artisti abbiano cambiato il famoso slogan usato da Fidel Castro negli anni ’60: “Patria o Muerte”. Uno slogan che a Cuba è stato ripetuto all’infinito, che si trova ancora oggi su cartelloni pubblicitari, sui giornali e nei media. Una volta evocava lo spirito del sacrificio di sé in difesa della rivoluzione, ma da allora – siccome le promesse fatte non sono state mantenute – ha assunto connotazioni più morbose.

 

No más mentiras, mi pueblo pide libertad, no más doctrinas. Ya no gritemos Patria o Muerte sino Patria y Vida. Y empezar a construir lo que soñamos, lo que destruyeron con sus manos

 

Non è la prima volta che una canzone viene usata per trasmettere un messaggio: lo stesso governo Cubano ha, per anni, usato la musica per incentivare le sue politiche e la sua visione del mondo. In questo caso, la musica viene usata da artisti, alcuni dei quali membri del Movimiento San Isidro (MSI, un gruppo multidisciplinare di artisti-attivisti). Il MSI è nato nel 2018 quando il governo cubano ha cercato di far passare il Decreto 349, una legge che avrebbe dato al Ministero della Cultura il potere di censurare tutte le attività culturali non approvate. Il MSI è ora una piattaforma usata dagli artisti cubani, sia dentro che al di fuori del territorio, per protestare contro la censura degli artisti da parte dello stato.

 

Izamos la bandera todavía la represión del régimen al día / Anamel y Ramón firme con su poesía / Omara Ruiz Urquiola dándonos aliento, de vida / Rompieron nuestra puerta, violaron nuestro templo / Y el mundo ‘tá consciente de que el movimiento San Isidro continúa puesto

 

 

La canzone è diventata un inno di speranza e libertà. Un’altra forma di protesta messa in atto dai cubani contro il governo, tanto sentita che cubani in tutto il mondo hanno pubblicato selfie in cui mostrano il titolo della canzone dipinto sui loro petti o tatuato sui loro corpi.


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