head sculptures

Head sculptures | Top #3 of the week

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Head Sculptures | All’interno della Top #3 of the week di questo martedì proponiamo una selezione di artisti che si occupano di scultura in legno e che hanno affrontato il tema della testa, vista nella sua unicità e completamente isolata dal resto del corpo.

Come sempre, abbiamo riunito tre opere di tre artisti diversi – tutti attivi su Instagram – grazie ad un fil rouge comune: stiamo parlando di Richard Stipl, Daniele Fortuna e Andreas Senoner che, pur utilizzando lo stesso materiale e affrontando il medesimo soggetto, indagano la psiche e il corpo in maniera completamente diversa tra loro, ottenendo risultati meravigliosamente unici sia a livello concettuale che estetico.


@richardstipl

 

Richard Stipl si concentra molto spesso sul volto, sulle sue espressioni e sui particolari anatomici. In quest’opera l’artista scava nel legno e nel volto dell’effigiato, annullando buona parte dei dettagli realistici per fare spazio ad un paesaggio innevato che si impone sulla scena come peculiare metafora emozionale e psicologica del soggetto ritratto.

 

 

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@fortunadaniele

 

La Venus Colormination di Daniele Fortuna unisce il candore delle statue classiche ad una visione pop – coloratissima e inaspettata – del loro interno: uno squarcio sul lato della testa rivela la profondità multicolore della Venere, quasi a voler rimembrare la grande varietà di colori che in origine animava le statue di epoca classica. A primo impatto potrebbe sembrare una scultura in stampa 3D, ma è tutto l’opposto di ciò che sembra: l’artista realizza unicamente a mano le sue opere, tagliando, assemblando e colorando – a seconda del concetto che sta alla base dell’idea – ogni singola parte delle sue sculture lignee.

 

 

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@andreasenoner

 

In passato abbiamo già avuto modo di parlare delle sculture di Andreas Senoner, del suo poetico modo di approcciarsi al legno per raccontare il corpo e della sua attenzione nell’indagare gli stati d’animo degli esseri umani attraverso la materia. La sua ultima opera, Absence, è un ritratto dell’assenza amplificato dallo sgomento immobile dell’attesa, che si riflette nello sguardo vitreo dell’uomo ritratto.

 

 

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