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Monolite mania: cosa si nasconde dietro a un’operazione mediatica perfettamente riuscita


Cosa si nasconde dietro a un’operazione mediatica perfettamente riuscita: ripercorriamo la monolite mania scoppiata nel 2020, dalla prima apparizione fino all’uscita allo scoperto del collettivo autore delle installazioni in acciaio apparse in giro per il mondo. 


Il 24 novembre 2020 Bret Hutchings, pilota per la Division of Wildlife Resources, stava sorvolando il deserto dello Utah per contare le pecore bighorn quando si accorse della presenza di una strana costruzione nel bel mezzo della piana. Il mistero cominciò a infittirsi quando, dopo due settimane, il monolite scomparve per poi ricomparire (o era un altro?) poco dopo in Romania, nella città di PiatraNeamt.

Proprio in quell’occasione, contestualmente all’insorgere delle prime teorie sulla matrice “aliena” di questi interventi, il sindaco Andrei Carabelea aveva dichiarato: «Non c’è motivo di andare nel panico per coloro che pensano ci sia vita nell’universo. Io credo che alcuni sfacciati teenagers alieni siano scappati dall’UFO dei loro genitori e abbiano cominciato a piantare monoliti di metallo nel nostro mondo. Prima nello Utah e ora a PiatraNeamt. Al di là delle cospirazioni, mi piace credere che questo rende la nostra città speciale: per i terrestri e forse non solo».

Compariranno altri monoliti sulla Pine Mountain di Atascadero in California, sull’isola di Wight, in Olanda fino ad arrivare in Italia, in un vigneto dell’Alto Adige, per poi scomparire nel nulla.

 


Monolite: creazione aliena?

Dal momento che è illegale installare strutture su suolo pubblico senza avere le autorizzazioni necessarie, il dipartimento di pubblica sicurezza ha avviato subito le indagini per capire l’origine delle strutture. Il popolo del web, invece, ha mostrato una reazione del tutto opposta: per il primo monolite è stata lanciata una gara su internet per trovarne la collocazione esatta, triangolando l’area vicino alla quale l’aereo stava sorvolando. Man mano che i monoliti sono comparsi, i fan più attenti si sono accorti che ognuno presentava caratteristiche diverse rispetto a tutte le altre, portando così alla luce la teoria secondo cui le strutture non fossero di matrice aliena bensì umana. A sottolineare questa tesi anche alcune fotografie di Ross Bernards, che ha immortalato alcune persone mentre spostavano il monolite avvistato nel deserto dello Utah.

Durante i primi giorni di dicembre è stata svelata la vera natura di questi strani oggetti: sono frutto di un’operazione di marketing firmata dal collettivo The MostFamous Artist, il quale ha rivendicato l’intero progetto su Instagram, anche se – visti i rischi che corrono – per loro non è possibile dare una conferma assoluta. Pochi giorni dopo, inoltre, sono stati messi in vendita anche i monoliti, alla modica cifra di 45.000 dollari: inutile dire che molti collezionisti hanno subito approfittato e hanno poi postato le loro foto insieme ai grandi monoliti d’acciaio.

 


Chi sono i The MostFamous Artist

The Most Famous Artist è un collettivo di artisti concettuali nato nel 2013 per opera di Matty Mo, un artista contemporaneo di Los Angeles che crea installazioni tramite social con lo scopo di far ragionare le persone sull’impatto che tecnologia e social hanno nella vita di tutti i giorni. Sull’ultima installazione firmata dal collettivo l’artista afferma: «non posso dire molto a causa degli aspetti legali dell’installazione originaria, quella in Utah. Devo però ricordare che siamo conosciuti per azioni di questa natura».

Un piano di marketing efficace

L’intera campagna è stata giocata sulla curiosità dell’essere umano di voler conoscere l’origine di queste sculture, e questo ha aumentato il loro valore di mercato. Questa scelta commerciale pone l’accento su una tendenza che sta prendendo molto piede nel settore artistico: il desiderio di voler dare un valore monetario a qualsiasi cosa, svilendo il valore intrinseco dell’opera.


Scopri di più sul sito del collettivo e sul loro profilo Instagram, @themostfamousartist

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