Le sette morti di Maria Callas | L’ultima performance di Marina Abramovic diventa un film


Nel 2021 Marina Abramovic presenterà una versione filmica della sua ultima opera dedicata alla grande cantante lirica Maria Callas.


Nel mese di settembre Marina Abramovic, la nonna della body art (come lei ama definirsi da sempre), ha interpretato e portato, nel celebre Bayerische Staatsoper a Monaco, la performance intitolata Le sette morti di Maria Callas. La fruizione in diretta è stata possibile grazie allo streaming fornito dallo stesso teatro, concedendo poi un mese per poter visionare l’intera opera.

La risonanza però è stata così grande da “costringere” l’artista a pensare a un altro sistema per riportare sugli schermi la sua ultima opera, ed è qui che entra in gioco Marco Brambilla.



Il regista milanese ha ideato un progetto estremamente interessante, dedicato a un programma di arte pubblica concepita per un edificio di Londra, il Now, al centro anche di una riqualificazione commerciale dell’area in cui sorge. Questa nuova struttura è collocata in Denmark Street, vicino alla stazione metropolitana di Tottenham Court Road, ed è estremamente futuristica, con due pareti costituite da pannelli in legno che lasciano intravedere uno schermo di 2000 m² in 8k. Questi gioielli tecnologici sono stati progettati dalla società Outernet Arts col preciso scopo di creare il “più grande spazio espositivo digitale del mondo”, creando un’arte pubblica totalmente immersiva.


Marina Abramovic


Il progetto si pone al centro di un’importante riqualificazione dell’arte e della sua fruizione, considerato anche il periodo estremamente difficile che ha visto soccombere settori come questo. Ecco che quindi diventa fondamentale trovare un modo per coinvolgere nuovamente lo spettatore in maniera massiva: “Il programma Outernet Arts ha al centro il desiderio di creare un’intimità tra lo spettatore e l’artista mentre presenta il lavoro su una scala senza precedenti utilizzando la tecnologia più avanzata. Credo che l’aspetto realistico degli schermi video si collegherà con il nostro immaginario collettivo in un modo molto potente. Non sembrerà di guardare uno schermo ma di guardare in profondità in un portale e in un’altra realtà”.

E chi meglio di Marina Abramovic per inaugurare questa ricerca del coinvolgimento del pubblico se non l’artista che ha da sempre cercato il contatto con gli spettatori durante le sue performances? Lei stessa si confessa “elettrizzata per questa collaborazione e per la possibilità di presentare al grande pubblico il mio lavoro “The seven death of Maria Callas”, in un modo così unico”.

La proiezione della performance avverrà in contemporanea con l’inaugurazione della mostra a lei dedicata presso la Royal Academy of Arts, tra settembre e novembre 2021.


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