alberto di lenardo

An Attic Full of Trains | Un libro per raccontare la storia del fotografo Alberto di Lenardo

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In una stanza adibita a libreria, in una vecchia casa del Friuli vicino Udine, c’è una porta nascosta tra una vasta quantità di libri. Conduce ad una mansarda piena di vecchi giochi, un enorme modellino ferroviario e scatole ripiene di foto. Era il posto segreto in cui Alberto Di Lenardo amava passare il suo tempo libero, a creare il suo modellino e a rifugiarsi.

 

 

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Grandpa’s model railway (entirely made by him)

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L’artista, scomparso nel 2018, aveva un rapporto speciale con sua nipote Carlotta, spesso la più coccolata, con la quale si confidava. Un giorno a pranzo infatti, le svelò la sua passione per la fotografia. Portandola nel suo rifugio segreto in mansarda, dove passava il suo tempo a costruire un enorme modellino ferroviario, le mostrò le migliaia di foto (più di 8,000) che aveva scattato nell’arco della sua vita.

 

 

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L’arte, in tutte le sue forme (dalla letteratura alla fotografia), è piena di storie di artisti che sono rimasti sconosciuti in vita, le cui opere sono state scoperte anni dopo la loro scomparsa. Si pensi a Frank Kafka, Emily Dickinson e Vivian Maier – la tata-fotografa che divenne famosa a posteriori. Alberto di Lenardo è una di queste tante storie. Le sue fotografie, scoperte nella mansarda della vecchia casa, sono state pubblicate in un libro, intitolato An Attic Full of Trains, dalla nipote Carlotta.

Carlotta, nella mansarda, ha trovato migliaia di vecchie foto scattate da suo nonno. Foto che ritraggono l’Italia, il suo popolo, la sua cultura. Non sono foto banali, quelle di famiglia, sgranate e sfuocate. Sono veri gioielli che ritraggono la vita negli anni sessanta, settanta e ottanta.

 

 

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Alberto di Lenardo, con le sue foto, è riuscito a catturare i momenti di tutti i giorni, nei quali spesso i soggetti non sanno neanche di esser fotografati – nello stile di un altro grande fotografo che amava fotografare l’istante, Henri Cartier Bresson. Alberto scattava foto a cose “banali”, che spesso ci passano sotto gli occhi e a cui non badiamo, come le strade che percorriamo tutti i giorni, le gite in famiglia o gli oggetti che abbiamo sparsi per la casa. Sperimentava con la composizione e con la forma, creando storie. Per lui la macchina fotografica era quasi un’estensione di sé, non uno specchio sul mondo, ma una finestra attraverso la quale vedere il mondo che gli era intorno.

 

 

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A luglio 2020 sua nipote, Carlotta di Lenardo, ha deciso di pubblicare un libro con le foto del nonno intitolato An Attic Full of Trains (edito da Mac Books). Le foto scelte per il libro sono, per la maggior parte, dei suoi viaggi: Italia, Stati Uniti, Francia, Grecia e altri luoghi visitati dall’artista. Catturano momenti di quotidianità: una donna che legge il giornale in pace, a bordo piscina; due signore che chiacchierano, affacciate alla finestra; volti sconosciuti, su un treno, che osservano il paesaggio che scorre; una coppia che si abbraccia su un ponte e tante altre. Nella raccolta ci sono anche foto di paesaggi: un treno in movimento che esce da una galleria; una strada vuota in una terra deserta; barchette in mezzo al mare; o semplici abiti sul filo, in giardino, ad asciugare. Per Alberto ogni momento, ogni piccola cosa (che noi potremmo trovare insignificante) era qualcosa degno di attenzione, qualcosa che meritava di esser immortalata, catturata in una foto.


Nel 2016 Carlotta ha creato una pagina Instagram dedicata alle foto scattate da suo nonno: è possibile ammirare le fotografie di Alberto di Lenardo su @grandpa_journey

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