top #3

Le infinite forme del corpo | Top #3 of the week

Per la rubrica Top #3 of the week oggi parliamo di particolari “modifiche” del corpo. Tre opere di tre artisti diversi, tutti attivi su Instagram, che hanno dato vita a vere e proprie estensioni tessili da indossare: maschere di filo, body e arti imbottiti ci fanno riflettere sulle infinite forme del corpo umano e sulla sua poliedrica bellezza.

Gli artisti trasformano il proprio corpo indossando artefatti tessili, opere d’arte statiche e dinamiche al contempo, divenendo essi stessi scultura e fissandone le prospettive attraverso la fotografia.

@daisy_collingridge celebra la carne, la forma e il movimento attraverso i suoi body che, imbottiti da materiali come ovatta e fagioli, restituiscono la sensazione di pesi e texture differenti.

@threadstories lavora su un passamontagna realizzato ad uncinetto, sopra il quale progetta maschere sempre diverse indagando il rapporto tra verità e finzione, privacy e manipolazione dell’immagine nell’era dei social media;

@katayamari indaga la sua condizione fisica, emulando le caratteristiche del suo corpo all’interno delle sue visioni scultoree, concentrandosi sul medium fotografico per fissarne le impressioni e le riflessioni.

Scopri la classifica per rimanere aggiornato sulle nuove tendenze dell’arte e per conoscere artisti provenienti da tutto il mondo!

 


@daisy_collingridge

 


@threadstories

 


@katayamari

 

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"bystander" (2016) Mari Katayama This series was produced in Naoshima Island, Japan.  I was quite fortunate to create these works through supports of many “helping hands” by the Naoshima locals, especially because I was feeling stuck at that time with my approach of producing, shooting, and doing various activities all by myself.  Hands of the sculptures and the ones of the photography are those of Naoshima people.  These works are inspired by what they call “Onna-Bunraku”, the traditional culture in this region using Japanese puppets and to be performed only by women. “Kuroko”, a stagehand being dressed in black, always has to disappear even when she’s manipulating the puppet on stage.  This position of being a bystander, as if she doesn’t even exist though she actually does, becomes only possible only when this Kuroko knows all the details on the stage.  Throughout this experience in Naoshima, I learned that bystander is the one who is closest to the truth. Mari Katayama “Broken Heart” White Rainbow, London 24 January – 2 March Opening times: Tuesday–Friday 11:00–19:00 47 Mortimer Street, London, W1W 8HJ https://www.white-rainbow.art/

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