ornamento

ORNAMENTO | Un itinerario tessile e puntiforme tra le strade di Reggio Emilia

/orna’mento/ s. m. [dal lat. ornamentum, der. di ornare “ornare”]. – 1. [operazione di ornare, di abbellire con ornamenti]

 

La storia dell’ornamento ha inizio fin dalle epoche più remote e ci sorprende per la quantità di esempi che ci circondano e che hanno accompagnato, in maniera più o meno silenziosa, la vita dell’uomo lungo i secoli. Sono veramente tantissime le testimonianze che ci consentono di prendere in considerazione l’ornamento come elemento estetico imprescindibile: non solo gioielli e monili, ma anche oggetti d’uso quotidiano investiti dal decorativo e noti fin dall’antichità.

Non mancano gli esempi all’interno della storia dell’arte, dell’architettura e della moda, fino al contemporaneo: What a Wonderful World. La lunga storia dell’Ornamento tra arte e natura ripercorre più di 2000 anni di storia dell’arte, partendo dalle antichissime tracce lasciate dai romani fino ad arrivare ad alcuni esempi ed esperienze a cavallo tra XX e XXI secolo, raccontate nel dettaglio con l’intento di evidenziare quanto ornamento e decorazione si intreccino costantemente al nostro quotidiano e a tutte le tipologie di produzione artistica.

La mostra, a cura di Claudio Franzoni e Pierluca Nardoni, è stata allestita all’interno di due sedi diverse: Palazzo Magnani e i Chiostri di San Pietro sono i meravigliosi luoghi eletti e, per l’occasione, ospitano più di 200 opere provenienti da istituzioni museali nazionali e internazionali. Tra i grandi artisti presenti in mostra ricordiamo Albrecht Dürer, Leonardo da Vinci, Alphonse Mucha, Maurits Cornelis Escher, Pablo Picasso, Henri Matisse, Giacomo Balla, Sonia Delaunay, Victor Vasarely, Arman, Andy Warhol, Keith Haring, Claudio Parmiggiani, Shirin Neshat. L’elenco è molto più lungo, ma i nomi sopra citati bastano per intendere la pluralità di voci e di visioni nella quale ci si può immergere visitando la mostra con sede a Reggio Emilia, che si concluderà l’8 marzo 2020.

A tenere unite le due sedi espositive ci pensa – letteralmente – Ornamento, installazione urbana realizzata da Antonella De Nisco, artista e docente di storia dell’arte dedita alla realizzazione di opere site-specific  che si intersecano al tessuto urbano e fondatrice, insieme all’architetto Giorgio Teggi, di LAAI (Laboratorio di Arte Ambientale Itinerante). Come afferma Davide Zanichelli – Presidente della Fondazione Palazzo Magnani – in un’intervista rilasciata alla Gazzetta di Reggio, «(…) Riflettendo sul percorso tra le due sedi ci siamo chiesti se il tema dell’Ornamento potesse “uscire” dalle sedi della mostra, diventando una forma di ornamento, ancorché temporaneo, della città e contemporaneamente uno strumento di comunicazione e promozione della mostra».

In che modo questa riflessione ha preso forma? L’artista ha pensato di scomporre la parola “ornamento” e di darle forma grazie ad opere tessili che guidano i visitatori lungo il percorso da una meta all’altra: un itinerario puntiforme – realizzato in collaborazione con Modateca Deanna, AO. Alessandro Cupello, I Cabiri, C.F.B., Madioprint e Scuola Primaria Statale G. ZIBORDI – RE – fatto di «fili tessuti, annodati, avvolti, addobbati, cuciti», pensato affinché fosse decorativo, utile e senza dubbio spunto per nuove riflessioni sulla città e sui suoi luoghi.

L’installazione sarà visibile per tutto il periodo della mostra: ecco le lettere che, come stazioni o arazzi dai colori sgargianti, si muovono nel vento e si fanno riconoscere da lontano alla stregua di totem, costellando le strade di Reggio Emilia.



Per maggiori informazioni sulla mostra e sull’installazione che collega Palazzo Magnani e i Chiostri di San Pietro visita il sito ufficiale di Fondazione Palazzo Magnani e il sito dell’artista, attiva anche su Instagram come @antonella_denisco.

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