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TECNOSFERA | A Bologna la IV edizione di Biennale Foto/Industria

La TECNOSFERA è fatta dalle strutture che l’uomo ha costruito nel tempo: centrali elettriche, linee di trasmissione, strade, edifici, mezzi di trasporto, templi, aziende agricole, aerei… E persino dagli oggetti più piccoli, dalla penna a sfera al cellulare, dal tavolo all’orologio | Peter Haff

 

TECNOSFERA è l’universo in continua evoluzione che permea le nostre vite e modifica costantemente il mondo, avanzando a ritmo sostenuto. La coniazione del termine risale al 2013 e si deve al geologo Peter Haff  che, in riferimento a quelli che sono gli strati che compongono il globo, identifica con esso l’insieme delle strutture che l’uomo ha costruito nel tempo, per sopravvivere sul pianeta terra. Questo strato artificiale che ricopre la crosta terrestre – e che pesa 30 miliardi di miliardi di tonnellate – altro non è che il risultato dell’incessante processo di costruzione perpetrato nei secoli e inevitabilmente responsabile delle mutazioni morfologiche dei paesaggi terrestri. Protagonista dell’edizione 2019 di FOTO/INDUSTRIA, l’unica Biennale al mondo dedicata alla fotografia dell’Industria e del Lavoro, è proprio il tema del costruire: la IV edizione, che come di consueto si svolge a Bologna, quest’anno vanta una nuova direzione artistica e un’offerta smisurata di mostre, incontri, proiezioni ed eventi gratuiti.


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YOSUKE BANDAI – Museo della Musica
Senza titolo, 2016 © Yosuke Bandai. Courtesy of TARO NASU, Tokyo

 

Biennale Foto/Industria – promossa e organizzata da Fondazione MAST – è l’evento in cui cultura, ricerca, arte e tecnologia si incontrano e divengono punto di partenza per nuove riflessioni sul passato e sul futuro. Francesco Zanot, direttore artistico di questa IV edizione, afferma: «Il costruire e la tecnosfera sono fenomeni globali. Per questo motivo gli artisti che li rappresentano in questa edizione di Foto/Industria vengono da ogni angolo del mondo (…). L’internazionalità è un attributo imprescindibile di una simile ricerca. Ma non è questa l’unica tautologia della Biennale. Il punto è che gli autori selezionati riflettono sul costruire (…) mentre costruiscono qualcosa d’altro. Le loro opere sono costruzioni (…), hanno un peso che si somma ai miliardi di miliardi di tonnellate di tutto il resto».

435 fotografie, 16 proiezioni video, 1 film: dalle fabbriche dell’Ottocento ai rifiuti, dall’analogico al digitale, gli artisti di Foto/Industria 2019 raccontano storie che appartengono al passato e al presente; guardano al futuro e ripercorrono il quotidiano, si concentrano sulle condizioni dei lavoratori, sul transumanesimo e sulle relazioni che intercorrono tra industria, scienza e politica. A partire dal 24 ottobre, e fino al 24 novembre 2019, sono 11 le mostre e i luoghi da scoprire, in un viaggio all’interno delle molteplici forme della produzione umana viste sotto una lente d’ingrandimento. Un percorso espositivo diffuso, che invita i visitatori a vivere la città e che proprio per questo si snoda presso il centro storico del capoluogo emiliano e arriva fino alla sede della Fondazione MAST, coinvolgendo alcuni dei più affascinanti luoghi della cultura: Palazzo Zambeccari, Palazzo Pepoli-Campogrande, Palazzo Bentivoglio sono solo alcune delle meravigliose location che ospitano le esposizioni in un continuo dialogo tra contenuto e contenitore.


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EDWARD BURTYNSKY Anthropocene – Fondazione MAST
Tetrapods #1, Dongying, China 2016
photo(s) © Edward Burtynsky, courtesy Admira
Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto *

 

Gli allestimenti, progettati dall’architetto Francesco Librizzi, sono appositamente pensati in relazione ad ogni artista e ad ogni luogo, affinché opere e contesto convivano e si intreccino indissolubilmente. Tra gli artisti in mostra Lisetta Carmi, Luigi Ghirri, Yosuke Bandai, David Claerbout, Matthieu Gafsou, Delio Jasse, André Kertész, Armin Linke, Albert Renger-Patzsch, Stephanie Syjuco; presso gli spazi della Fondazione MAST, fino al 5 gennaio 2020, sarà inoltre possibile visitare anche la mostra-rivelazione Anthropocene, in cui gli artisti Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier indagano le indelebili azioni dell’uomo sulla terra attraverso una ricerca che combina fotografia, video, realtà aumentata e ricerca scientifica.

Per visitare le mostre e partecipare agli oltre 160 eventi in programma è necessario ottenere il badge gratuito di Foto/Industria 2019 e prenotarsi per le proiezioni, i workshop e le visite guidate con artisti e curatori.

COMUNICATO STAMPA

Scarica la mappa dei luoghi e degli eventi.

Scopri di più visitando il sito ufficiale di FOTO/INDUSTRIA 2019.


Ogni sabato, per tutta la durata della Biennale, Zìrartmag pubblicherà un approfondimento su tre artisti tra quelli in mostra nello SPECIALE BIENNALE FOTO/INDUSTRIA 2019.


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