fabio la fauci

Fabio La Fauci | Colore e materia

Le opere di Fabio La Fauci sono estremamente materiche, frutto di una ricerca in cui il colore è protagonista. La tela, supporto prediletto, diviene il luogo in cui la ricerca formale e le diverse categorie di senso prendono forma. Come afferma E. Battiston, «L’opera di Fabio La Fauci, spesso ispirata al Surrealismo, all’espressionismo astratto e al minimalismo, e oscillando tra geometria astratta e realtà organica, sfugge a tutti i tentativi di classificazione artistica. L’intrinseca ambiguità plastica delle sue opere consente una trasformazione, il passaggio da una forma all’altra e da un significato a un altro. Questo processo deriva dal subconscio dell’artista, dalle sue paure e emozioni più nascoste e l’arte diventa, in questa prospettiva, una sorta di catarsi».

L’artista, nato a Milano nel 1977, attualmente vive e lavora a Berlino; la sua carriera ha inizio con il duo Blue & Joy, un progetto che lo impegna insieme all’amico e collega Daniele Sigalot per dieci anni e che giunge a termine nel 2015, con la mostra personale An Inevitable Success, presentata alla Ca’ D’Oro di New York. Dal 2016, concluso il progetto Blue & Joy, espone le sue opere in giro per il mondo, ospitato da gallerie internazionali sia in mostre collettive che in solo show. Le sue ultime esposizioni sono state presso la galleria Janine Bean Gallery, a Berlino, e presso la Galleria Mario Giusti HQ, nella sua città natale.

Fabio La fauci
Untitled in pink with something on the shoulder, 50×60 cm

La materia, viva e vibrante di colore, è uno degli elementi caratterizzanti dei suoi lavori. La si ritrova nella serie Alfabeto, e la si osserva invadere con prepotenza lo spazio; vere e proprie dense spatolate di resina e colore fissano il gesto dell’artista sulla tela monocroma, con un risultato a metà tra opera pittorica e scultorea. L’Alfabeto di La Fauci è composto da un insieme disordinato di segni e caratteri, quasi a voler formare una nuova grammatica, fatta di forme e di colori astratti.

Il suo ultimo progetto pare voler unire questa sua matericità ad un altro tratto distintivo della sua produzione, ovvero il surreale e l’ambiguo. Si chiama Is it you? e invita lo spettatore a domandarsi che cosa sia veramente un ritratto. La serie di dipinti a tecnica mista (per queste opere La Fauci adopera anche la ceramica, creando delle vere e proprie conformazioni aggettanti), tutti di diverse dimensioni, è il risultato di due anni di ricerca poetica e formale. Le figure femminili sono ritratte in pose semplici, intrappolate tra le trame della tela; i loro corpi sono sempre avvolti da indumenti o drappi di stoffa, in una resa formale che è di tipo astratto e figurativo insieme. Il punto focale di ogni composizione si trova nel volto della figura ritratta, sempre rivolto verso l’esterno del quadro: i tratti fisionomici sono impastati nel colore, praticamente impercettibili.

Fabio La Fauci innesca una riflessione sulla nostra società e sulla corrente metodologia comunicativa, fondata sull’immagine e sull’apparenza. In un’intervista rilasciata al magazine Playboy l’artista parla del ruolo dei social media e di come le nostre vite siano sovraesposte ai ritratti e ai volti in genere, e identifica uno dei suoi obiettivi nel voler generare delle domande in chi osserva le sue opere, proprio come suggerito dal titolo della serie. Come maschere di colore, mette a nudo l’animo dei suoi soggetti celando i caratteri distintivi individuali, trasformando i visi in superfici mosse dal sentimento, piene dei colori dell’animo, prive di anatomia.

Annulla i tratti fisionomici assorbendoli in pastosi vortici di colore, con l’intento di innescare un cortocircuito nella mente di chi osserva l’opera e cerca di decodificare il dialogo aperto e silenzioso tra viso e corpo. La bellezza dell’individualità emerge dalla tela come massa di colore puro; i sentimenti e gli umori degli effigiati si manifestano in striature multicolore. La polimorfa superficie delle sue opere invita lo spettatore ad avvicinarsi, a cercare di dare una risposta alle domande scaturite dalla surreale visione, a toccare con mano i volti in rilievo, le loro increspature, le forme cariche di senso.

Fabio La fauci
Figure N°30, 120×90 cm

Il prossimo progetto dell’artista si chiamerà This is me, nuova estensione di questa ricerca dell’interiorità e della memoria, elementi che si intrecciano alla dissolvenza dell’immagine, con una serie di 15 ritratti ai quali pare stia già lavorando.

Ph. © Fabio La Fauci

Per maggiori informazioni visita il sito dell’artista, attivo anche su Instagram come @fabio_la_fauci.

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